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Monitoraggio di ponti e infrastrutture: intervista ad Ezio Giuffrè di Metra Lab

Il CEO e fondatore di Metra Lab, azienda detentrice di ben due brevetti per quanto riguarda il monitoraggio di strutture esistenti, a tutto tondo su ripresa, appalti e servizi di ingegneria.

di Redazione
Metra Lab: monitoraggio passerella ciclo-pedonale

Ezio GiuffrèClasse 1952, Ezio Giuffrè ha iniziato la sua attività in proprio nel 1998 con Tecnica srl con sedi a Roma, Cagliari e Padova della quale era amministratore ed è continuata nel 2002 con Metra Lab. Prima di fare questo impegnativo passo ha diretto per 15 anni uno dei Laboratori Prove di 4 Emme Service SpA operando in Veneto e Friuli. Dal 1999 al 2002 ha approfondito alcuni settori d’intervento quali legno, murature, estensimetria statica e dinamica, polaroscopia, monitoraggi automatici e vibrometria oltre alla geofisica applicata all’ingegneria (georadar, sismica, geoelettrica, magnetometria, gravimetria, batimetria).

Metra Lab è una delle aziende italiane leader nel settore della diagnostica strutturale e dei materiali. Opera in tre settori distinti ma tra loro interconnessi: quello dei monitoraggi, analisi e prove quello della geofisica e quello della sicurezza impianti. Di fatto oggi Metra Lab è diventata una azienda in grado di dare una risposta “integrata” in tempi brevi e senza ricorrere a tecnici esterni all’unità operativa, senza avere quindi ritardi tipici di differenti aziende che collaborano.

Signor Giuffrè, la sua azienda, Metra Lab, ha da poco effettuato un re-branding in concomitanza con questa ripresa post emergenza Covid-19. Alla luce di questa nuova tappa di Metra Lab, come vede il mercato dei servizi per l’ingegneria?

La mia visione è positiva, le Stazioni Appaltanti hanno messo in atto un programma di manutenzione di strutture e infrastrutture che coinvolge tutte le società di servizi per l’ingegneria; stiamo già effettuando la diagnosi di edifici pubblici e viadotti; come tutto il comparto avvertiamo difficoltà di incasso ma sono ottimista.

Anche l’ultimo crollo del viadotto di Albiano rileva come il patrimonio infrastrutturale italiano abbia bisogno di un certo tipo di monitoraggio, quali sono gli ostacoli e le resistenze che non lo rendono possibile?

Non vedo resistenze da parte delle stazioni appaltanti che certamente sono coscienti del problema e favorevoli a monitorare le loro strutture, ritengo che il principale ostacolo sia la burocrazia che carica di eccessive responsabilità dirigenti e funzionari e rende poco snelle le procedure di affido. Usando un “paradosso”, visto il relativo esiguo numero di società di servizi per l’ingegneria contrapposto all’enorme numero di ponti e viadotti si potrebbero quasi affidare le indagini suddividendole tra tutti gli operatori di settore.

La pubblicazione delle nuove linee guida per il monitoraggio e la sicurezza dei ponti esistenti ha fornito nuove indicazioni per i progettisti che lavorano su questa tipologia di opere. Come reputa il contributo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici?

È un contributo importante e necessario, forse bisognerebbe adottare una strategia di “prima diagnosi” per discriminare fin da subito le Opere D’arte Stradali bisognose di intervento urgente dalle altre.

Lo sviluppo di nuove tecnologie sempre più all’avanguardia, come per esempio i sensori IoT sono dei validi supporti per la diagnostica strutturale. In questo senso qual è il contributo di Metra Lab?

I sensori con IoT puro, sensori autonomi, senza cavi e con dialogo diretto in piattaforma, in grado di generare allarmi e accessibili da remoto sono la nuova frontiera del monitoraggio; Metra Lab ha recentemente brevettato un “sensore di freccia assoluta” senza riferimenti a terra che unito ad alcune misure puntuali di tensione permette in modo veloce e affidabile e con tempi e costi di installazione fino a ieri inimmaginabili monitoraggi semplici e affidabili.

Per maggiori informazioni sui servizi di Metra Lab è possibile visitare il sito, scrivere a info@metralab.com o telefonare allo 049 72 30 18.

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