Lo Strutturista

La ricostruzione della Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola

La Basilica di Santa Maria degli Angeli: dalla sua origine alla ricostruzione strutturale post-sisma, tra tutela storica e interventi ingegneristici.

14 Luglio 2025
Redazione calcolostrutturale.com
La redazione di calcolostrutturale.com è composta da ingegneri edili, copy strategist ed esperti di marketing e comunicazione.

Nel IV secolo, un gruppo di eremiti provenienti dalla Palestina si stabilì in Umbria, ai piedi del Monte Subasio e, in un piccolo appezzamento di terreno, all’epoca chiamato con il nome di Portiuncola edificò una piccola chiesetta intitolata a Santa Maria degli Angeli. Il manufatto, delle dimensioni di quattro metri per sette era costituito da un’unica sala con una piccola abside nel lato posteriore, il tutto coperto con un tetto a due falde.

Nel 516 il piccolo fabbricato venne trasferito a San Benedetto che lo mise a disposizione dei suoi monaci per la preghiera quotidiana. Dopo un primo periodo di utilizzo, anche a causa delle anguste dimensioni, venne pian piano utilizzata sempre più di rado, e alla fine venne lasciata in stato di abbandono quasi completo. Un giorno San Francesco, mentre passava vicino alla chiesa di San Damiano ad Assisi, provò un’irrefrenabile desiderio di entrarvi ed iniziò a pregare davanti al crocifisso, il quale, narra la storia francescana, gli parlò dicendo: “ Francesco, non vedi che la mia casa sta crollando? Va’ dunque e restauramela”. Il giovane rispose immediatamente: “Lo farò volentieri, Signore”.

Ma, mentre il crocifisso parlava della Chiesa quale entità “astratta”, Francesco credette di dover restaurare la piccola Porziuncola3. Il Santo si mise subito al lavoro e risanò la piccola struttura in muratura. Tra quelle quattro mura Francesco capì a fondo la sua vocazione e proprio da lì inviò i primi frati ad annunciare la pace. Nel 1205 scelse questo luogo come dimora e vi fondò l’Ordine Francescano. Nel 1211 la Porziuncola venne donata definitivamente a Francesco dall’Abate del Monastero di San Benedetto del Monte Subasio; il 2 agosto 1216, alla presenza di ben sette Vescovi umbri, il piccolo edificio venne consacrato e vi fu proclamato il cosidetto Perdono di Assisi. 

L’attaccamento di Francesco alla Porziuncola fu viscerale e, come narra Tommaso da Celano, biografo del Santo, il Poverello era solito ripetere: “Guardatevi, figli miei, dal non abbandonare mai questo luogo. Se ne foste scacciati da una parte, rientratevi dall’altra, perché questo luogo è veramente santo e abitazione di Dio!”. La sera del 3 ottobre 1226, Francesco morì, sulla nuda terra, a fianco alla sua amata Porziuncola.


Figura 1 Sacra Aedicula Portiuncolae - F. Providoni

La costruzione della grande basilica

Per i trecento anni successivi - grazie alle gesta e al messaggio francescano - la Porziuncola divenne meta di pellegrinaggio, ma date le dimensioni, al suo interno, durante le celebrazioni, poteva stare solo il sacerdote ed il servitore, lasciando la gran parte dell’assemblea fuori, senza riparo da pioggia, vento o sole. Le cose cambiarono quando, nel 1566, il domenicano Pio V salì al soglio pontificio: il nuovo Papa fece della costruzione e del restauro di edifici religiosi il punto nodale della propria politica papale.

A Santa Maria degli Angeli l’idea del Romano Pontefice fu quella di ricalcare quanto fatto a Loreto, in cui la nuova Basilica era sorta attorno alla Santa Casa. Ma l’idea fu totalmente diversa, sia concettualmente che architettonicamente. Mentre a Loreto la nuova chiesa rappresentava un monumento quasi “indipendente” dal contenuto, a causa della sfarzosità, a Santa Maria degli Angeli, le vecchie e primitive strutture della Porziuncola sarebbero dovute diventare delle reliquie di pietra posizionate al centro della crociera maggiore della nuova Basilica. La nuova struttura doveva essere concepita come una teca, uno scrigno, al cui interno era protetta la Chiesa amata da Francesco.

Ad occuparsi del progetto della nuova chiesa, i padri francescani chiamarono un Architetto perugino molto attivo e famoso tra Genova e Milano: Gian Galeazzo Alessi. Il modello definitivo ed il progetto vennero consegnati nel 1568. Come da richiesta del Sommo Pontefice, la Porziuncola era al centro della costruzione, sia da un punto di vista geometrico, che da un punto di vista architettonico: per esaltare la chiesa delle origini, Alessi progettò un interno volutamente spoglio e semplificato per la grande Basilica. La soluzione studiata dall’Architetto fu improntata alla semplicità di strutture ed al rifiuto di apparati ornamentali che avrebbero finito con distrarre dall’evento improvviso ed insatteso dell’apparire della Porziuncola al centro della grandiosa navata. Per accentuare quest’aspetto Alessi puntò anche sulla qualità della luce che, assorbita e riflessa dalle semplici pareti ad intonaco, avrebbe esaltato il carattere di solennità dello spazio e di quanto in esso contenuto.


Figura 2: G.B. Mariani - Chiesa degli Angeli al di dentro – sullo sfondo, sotto la cupola, la Porziuncola

 Figura 3: G.B. Mariani - Chiesa degli Angeli al di fuori - emerge chiaramente dalla figura il frontone spezzato per permettere la vista della cupola

Analoga solennità era espressa dalle forme esterne della grandiosa costruzione che, con l’imponente mole della cupola (eretta proprio sopra la piccola Chiesa), sarebbe diventata, da subito, punto di riferimento per tutti i pellegrini sulla via di Roma. La fabbrica procedette con estrema lentezza per le molte difficoltà finanziarie. Un’altra causa dei ritardi nei lavori fu il modo di procedere: dalle cronache del tempo emerge che la nuova costruzione prese forma man mano che venivano demolite le vecchie strutture sorte nel tempo attorno alla Porziuncola. 

Tra il 1597 ed il 1600 i lavori si concentrarono nella facciata. Nel 1615 polemiche sulla forma dell’abside fermarono i lavori per ben sette anni e il cantiere venne concluso solo nel 1687. La morte di Alessi, avvenuta nel 1572, fu una ulteriore causa di ritardo: sebbene avesse fornito disegni e modello della Basilica, sicuramente la sua presenza avrebbe assicurato un più spedito andamento dei lavori, senza il bisogno di interpretazioni o variazioni sul tema. La grandiosità della costruzione, una volta terminata, fu sotto gli occhi di tutti. Una Basilica a tre navate della lunghezza di 126 metri ed una larghezza di circa 55 m. La navata centrale, coperta con una volta a botte in mattoni, aveva una luce di 18.5 metri. All’incrocio delle braccia della croce latina, sopra la Porziuncola, una cupola del diametro di circa 20 metri con la lanterna posizionata a 75 metri da terra. Cupola innalzata su un tamburo dalla spiccata verticalità, come mai fatto prima, per evitare che venisse nascosta dietro la “massa del corpo architettonico”.

E anche la facciata originale concepita dall’architetto poneva al centro la Chiesa originaria. Il centro del progetto era la Porziuncola e sopra la Porziuncola sorgeva la cupola, poggiata sul suo svettante tamburo con le sue nove finestre. Vedere la cupola significava individuare l’origine della Storia Francescana. Per tale motivo, alla sommità della facciata, Alessi introdusse un frontone “spezzato” in modo tale che, il fedele, trovandosi davanti alla Basilica, (anche da molto vicino) potesse vedere la Cupola. Un capolavoro architettonico dalle dimensioni imponenti e concepito per esaltare il contenuto. Un bellissimo e monumentale scrigno di mattoni.


 Figura 4: Providoni- “templum Sanctae Mariae Angelorum ab anno 1559 die 25 martii fundatum” – da Angeli – “Collis Paradisi Amoenitas” – 1704

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