Home BlogBIM Il BIM e l’evoluzione normativa

Il BIM e l’evoluzione normativa

L’Italia ha finalmente una normativa riguardo al Building Information Modeling; nel Nord-Europa esiste da anni. Facciamo il punto.

di Redazione
Normativa BIM

L’approccio BIM consente una riduzione dei tempi di realizzazione e un’interoperabilità senza eguali tra tutti i soggetti interessati. In Italia questo nuovo modo di confrontarsi con la progettazione è sempre più protagonista sebbene l’emanazione di un decreto o di una legge ad hoc, che ne veicoli l’utilizzo, presenti dei forti rallentamenti.

Il Nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs n. 50/2016 art.23) aveva previsto un decreto specifico sulla materia BIM che doveva essere adottato entro il 31 luglio 2016 e promosso dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; nel modello così concepito, dovevano essere definiti i tempi di obbligatorietà, le metodologie, gli strumenti ed i limiti per l’utilizzo della progettazione BIM. Nel 2017 il Ministero, ha aperto un tavolo di consultazione pubblica online (giugno-luglio) in cui venivano riportati 9 articoli sui quali potevano esser fatti commenti o proposte favorendo così la collaborazione istituzionale e la partecipazione civica online. I punti salienti che il testo individua sono:

  • gli adempimenti preliminari delle stazioni appaltanti;
  • l’utilizzo facoltativo e obbligatorio dei predetti metodi e strumenti, in relazione alla tipologia delle opere alle quali gli stessi saranno applicati;
  • il contenuto del capitolato.

Tutte le proposte riguardano aspetti che vanno nella direzione di razionalizzare le attività di progettazione e delle connesse verifiche, andando a migliorare e snellire processi che negli anni hanno influito su tempi e modi di partecipazione agli appalti.

Il Decreto Baratono

Il 1 dicembre 2017 il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha firmato il tanto atteso “Decreto BIM”. Il decreto, nello specifico, introduce una progressiva introduzione obbligatoria di questo nuovo approccio individuando i seguenti step temporali:

  • per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 100 milioni di euro, a decorrere dal 1° gennaio 2019;
  • per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 50 milioni di euro a decorrere dal 1° gennaio 2020;
  • per i lavori complessi relativi a opere di importo a base di gara pari o superiore a 15 milioni di euro a decorrere dal 1° gennaio 2021;
  • per le opere di importo a base di gara pari o superiore alla soglia di cui all’articolo 35 del codice dei contratti pubblici, a decorrere dal 1° gennaio 2022;
  • per le opere di importo a base di gara pari o superiore a 1 milione di euro, a decorrere dal 1° gennaio 2023;
  • per le nuove opere di importo a base di gara inferiore a 1 milione di euro, a decorrere dal 1° gennaio 2025.

La Normativa in Europa

E in Europa? La situazione è migliore per certi aspetti, soprattutto nei paesi del nord, dove l’approccio BIM è ormai una prassi consolidata. Nello specifico:

  • Germania:  nel 2012 viene varata la BIM-Guide for Germanye nel 2015, il Ministero Federale per i trasporti e le Infrastrutture ha creato il portale Plattform Digitales Bauen con l’intento di raccogliere idee, progetti, contributi per la creazione di una normativa nazionale. Stando alle ultime notizie, entro il 2020 dovrebbe essere varata una normativa BIM.
  • Francia-Spagna:  non esiste una normativa di riferimento, anche se l’intenzione originale, per la Francia, era di realizzarne una per la fine del 2017 mentre per la Spagna è il 2018. In molti appalti pubblici, come spesso avviene in Italia, le stazioni appaltanti richiedono già l’utilizzo del BIM.
  • Regno Unito:  nel 2015 viene rilasciato il BIM Protocol v.2.1ed esistono dei protocolli ben definiti con anche modelli di validazione di riferimento. E’ l’unico paese del Centro Europa che dispone sia di una normativa che di linee guida per i progettisti.
  • Olanda:  manca una normativa per gli appalti pubblici nonostante, a partire dal 2013, ve ne sia una che prevede l’utilizzo del BIM per il Facility Management.
  • Svezia-Finlandia-Norvegia-Danimarca:  sono i paesi del Nord Europa ad essere i più all’avanguardia quando si parla di BIM. Questi Stati dispongono di norme ben precise (si veda il Danish BIM Mandate o il Common BIM Requirements finlandese) volte a definire i principi generali di progettazione, gestione e utilizzo dei modelli BIM.
0 commento
0

articoli correlati

Lascia un commento