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Il crollo della Torre dei Conti: analisi Strutturale

Due crolli distinti nella giornata del 3 novembre 2025 a Roma, durante il restauro finanziato da fondi PNRR.

19 Novembre 2025
Redazione calcolostrutturale.com
La redazione di calcolostrutturale.com è composta da ingegneri edili, copy strategist ed esperti di marketing e comunicazione.

La Torre dei Conti, situata in Largo Corrado Ricci, tra i Fori Imperiali e via Cavour a Roma, è una struttura medievale risalente al XIII secolo. Negli anni ha subito vari danneggiamenti, anche a causa di terremoti, e oggi è oggetto di un restauro finanziato con fondi del PNRR, per un importo totale di circa 6,9 milioni di euro.

L’intervento previsto include il consolidamento statico, il restauro conservativo, e l’allestimento museale, oltre alla realizzazione di una terrazza panoramica. Secondo la Sovrintendenza, prima dei lavori erano state effettuate indagini strutturali, prove di carico e carotaggi per verificare l’idoneità della struttura.

La dinamica del crollo

Il giorno 3 novembre 2025, si sono verificati due crolli distinti:

  1. Primo cedimento: intorno alle 11:20, la porzione del contrafforte centrale sul lato meridionale è collassata, probabilmente provocando il cedimento del basamento a scarpa.
  2. Secondo cedimento: circa un’ora e mezza dopo, si è verificato un nuovo cedimento che ha coinvolto parte del vano scala interno e il solaio di copertura.

La Sovrintendenza stessa ha dichiarato che il secondo episodio ha interessato il vano scala e la copertura. Durante la seconda fase del crollo, sono caduti massi e calcinacci, generando una nube di polvere e rendendo l’area ancora più pericolosa per i soccorritori.

Da una prospettiva di calcolo strutturale, ci sono diverse linee di analisi che possono spiegare il collasso parziale:

  1. Cedimento del basamento
    • Il basamento a scarpa, menzionato dalla Sovrintendenza, è una parte critica: funge da “zoccolo” che distribuisce i carichi delle murature superiori. Se il basamento non fosse stato adeguatamente consolidato, potrebbe non aver avuto la robustezza necessaria per resistere ai carichi verticali o alle sollecitazioni laterali (es. vento, microsismi).
    • Nel calcolo strutturale, un errore nella valutazione della resistenza del basamento, o nella modellazione delle pareti portanti, potrebbe aver portato a una sottostima dei momenti flettenti o delle forze di taglio.
  2. Degrado della muratura
    • Secondo quanto riportato, la struttura mostrava fenomeni di “decoesione diffusa” sui paramenti murari esterni, con vegetazione spontanea. Questo degrado può compromettere la capacità portante delle zinche di muratura (le “catene” interne di muratura) e ridurre la resistenza complessiva.
    • L’infiltrazione d’acqua, segnalata anche all’ultimo piano a causa del distacco di guaine impermeabili, può aver favorito il deterioramento delle malte, la riduzione della connessione tra gli elementi murari e l’aumento di carichi concentrati.
    • Nel calcolo delle strutture in muratura, è fondamentale considerare non solo carichi statici, ma anche l’evoluzione del danno nel tempo: microfessurazioni, fatica da cicli umidi e secchi, e perdita di legante possono significativamente ridurre le proprietà meccaniche effettive rispetto ai valori teorici.
  3. Instabilità locale (vano scala)
    • Il secondo crollo ha coinvolto il vano scala e il solaio di copertura. Le scale interne possono essere punti critici: se non adeguatamente rinforzate, possono agire come elementi deboli in una struttura complessa, fungendo da “cerniera” di instabilità.
    • In un’analisi strutturale, si studierebbero meccanismi di collasso locale: ad esempio la formazione di una “meccanismo di collasso” nella muratura intorno al vano scala, con formazione di conci fessurati, cedimento a scorrimento o a ribaltamento.
  4. Carico aggiuntivo da lavori di restauro
    • Durante il restauro, è possibile che siano stati posti elementi provvisori (impalcature, puntellamenti) o che siano state applicate sollecitazioni temporanee non previste nella progettazione originaria. Se questi carichi non fossero stati calcolati correttamente, potrebbero aver accentuato i punti deboli strutturali.
    • Nei calcoli strutturali temporanei, l’analisi deve includere carichi eccezionali (operativi) e scenari di sicurezza aggiuntivi; non basta considerare solo lo stato “a riposo”.
  5. Eventuali effetti sismici o vibrazioni
    • Anche se non ci sono conferme definitive che un terremoto recente abbia causato il collasso, alcune fonti (es: inchieste) considerano la possibilità che micro-sismi o vibrazioni possano aver influito.
    • In edifici storici come questo, il dimensionamento sismico è particolarmente complesso: la muratura antica ha comportamento non lineare, con scarsa duttilità, e può collassare per meccanismi fragili (crolli di tamponamento, ribaltamento, scorrimento).

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