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Sicurezza strutturale e rigenerazione urbana: la strada verso smart city inclusive e resilienti

Le città del futuro non si creano da zero: si trasformano partendo da ciò che già esiste. La chiave è combinare sicurezza delle strutture, sostenibilità ambientale e tecnologie di monitoraggio predittivo. I sistemi ISAAC incarnano questa visione, integrando protezione sismica e intelligenza digitale per realizzare smart city davvero accessibili e resilienti.

03 Luglio 2025
ISAAC Antisismica

Quando si parla di smart cities, spesso ci si concentra su nuove costruzioni futuristiche e tecnologiche. Ma il vero nodo da sciogliere è un altro: vogliamo progettare da capo le città intelligenti o vogliamo rendere smart le città in cui viviamo oggi? Da come rispondiamo a questa domanda dipende il livello di inclusione, sostenibilità e visione a lungo termine che sapremo imprimere allo sviluppo urbano.

Puntare unicamente sulla nascita di nuove smart cities significherebbe adottare un approccio elitario, destinato a portare i benefici dell’innovazione solo a una parte della popolazione. La maggioranza continuerà a vivere nei centri urbani già esistenti. Trascurare queste realtà significherebbe aumentare le disuguaglianze, dividendo il territorio in città privilegiate e città lasciate indietro. Oggi più che mai, architettura e ingegneria hanno il compito – e l’opportunità – di rendere questa trasformazione democratica e diffusa, così che l’intelligenza urbana non resti un lusso per pochi.

Non va dimenticato l’impatto ambientale. Costruire nuove città comporta un consumo notevole di risorse, in particolare di suolo, un bene prezioso e ormai sempre più raro. Per questo, le migliori strategie urbanistiche sono orientate alla rigenerazione degli spazi esistenti, nell’ottica di un consumo di suolo pari a zero.

C’è poi un aspetto legato all’identità e alla memoria collettiva. Le città consolidate rappresentano un patrimonio architettonico, urbano e simbolico di valore inestimabile. Abbandonarle in nome della tecnologia significherebbe spezzare il legame tra comunità e luoghi, tra passato e futuro. Al contrario, puntare a rendere smart le città esistenti significa valorizzarle, migliorarne le performance senza intaccarne l’anima.

In questo quadro, il concetto stesso di smart city non può prescindere da quello di smart structure: non ci sono città intelligenti senza edifici e infrastrutture intelligenti, e non ci sono strutture smart senza un progetto che sia inclusivo, sostenibile e attento alla storia dei luoghi.

Smart + Safe: il binomio per città a misura d’uomo

Se l’obiettivo è trasformare in smart le città già costruite, la prima condizione da soddisfare è la sicurezza strutturale. Non c’è smartness senza safety, così come non esiste resilienza urbana senza edifici capaci di resistere e riprendersi dopo eventi estremi come terremoti o forti venti.

Questa esigenza è ormai sancita anche dalle normative tecniche più attuali, che fissano la sicurezza degli edifici come requisito irrinunciabile. Un principio valido per tutte le costruzioni, ma ancor più decisivo per quelle strategiche: ospedali, sedi operative della protezione civile, caserme e altre strutture indispensabili per la gestione delle emergenze. Qui la posta in gioco è doppia: non solo la tenuta della struttura, ma anche la continuità dei servizi vitali per la collettività.

Ed è proprio da questi interventi che può nascere un’opportunità: trasformare la messa in sicurezza in un’occasione per rendere gli edifici più intelligenti. Il compito non è solo consolidare, ma anche innovare. Ogni progetto di miglioramento sismico o di protezione da eventi naturali dovrebbe rappresentare un passo verso la digitalizzazione e l’automazione delle infrastrutture urbane.

Cosa significa una struttura intelligente?

Un edificio smart non si limita a resistere: rileva, analizza e reagisce. I sistemi ISAAC sono un esempio concreto di questa filosofia. Si tratta di Active Mass Dampers (AMD) capaci di ridurre le vibrazioni degli edifici, qualunque sia la loro causa: terremoti, vento o altre forze dinamiche. I sistemi ISAAC integrano sensori di movimento che trasmettono dati in tempo reale a una centralina di controllo. Un algoritmo avanzato li elabora e attiva il dispositivo per contrastare i movimenti in modo efficace e continuo.

Questa infrastruttura tecnologica non solo attenua le vibrazioni, ma realizza un monitoraggio costante dello stato dell’edificio, raccogliendo dati preziosi in ogni momento e permettendo di rilevare subito eventuali criticità. È la manutenzione predittiva che entra nel mondo dell’edilizia.

Smart Cities = Lifecycle Cities

Una vera città intelligente è anche una città che rimane sostenibile lungo tutto il proprio ciclo di vita, non solo al momento della costruzione. Da questo punto di vista, i sistemi ISAAC offrono un ulteriore vantaggio: sono progettati per smorzare le vibrazioni anche di eventi sismici di bassa intensità, quelli più frequenti e responsabili dei danni minori che, nel tempo, generano i costi di manutenzione più elevati.

In questo modo, non si tutela solo l’incolumità delle persone, ma anche il valore economico del patrimonio edilizio, prevenendo quelle piccole lesioni che possono trasformarsi in spese rilevanti sul lungo periodo. Un approccio che fa della prevenzione un investimento e non un costo.

Le tecnologie ISAAC al servizio delle smart city

Se consideriamo la smart city come un ecosistema interconnesso e resiliente, allora le tecnologie ISAAC si posizionano come infrastrutture intelligenti per la sicurezza e la gestione evoluta del rischio” commenta Giorgio D’Agostino, ingegnere strutturista di ISAAC. “Non si tratta di semplici dispositivi antisismici, ma di sistemi capaci di integrare hardware, software e intelligenza algoritmica per trasformare edifici ordinari in edifici responsivi. Noi di ISAAC abbiamo sviluppato una gamma di Active Mass Dampers (AMD) modulari, pensati proprio per l’inserimento non invasivo negli edifici esistenti. Questa caratteristica li rende ideali per progetti di retrofit urbano, in linea con le politiche di rigenerazione del costruito e con i principi del consumo di suolo zero”.

Giorgio D'agostino

Il principio è semplice ma efficace: una massa mobile, attivata da attuatori intelligenti, genera forze che contrastano le vibrazioni in tempo reale. Alla base, una rete di sensori MEMS registra il comportamento dinamico della struttura e invia i dati a una centralina in grado di reagire all’istante.

Il vero valore aggiunto del sistema non è solo nella protezione immediata: ogni installazione diventa un nodo sensoriale permanente, capace di raccogliere e analizzare dati strutturali in modo continuo.

Questo consente di:

  • monitorare lo stato dell’edificio con approccio predittivo;
  • dialogare con altre piattaforme urbane, come i digital twin o i sistemi di gestione del rischio;
  • fornire informazioni utili alle pubbliche amministrazioni per programmare interventi di manutenzione in modo intelligente;
  • ottimizzare la gestione economica degli edifici in un’ottica di Total Cost of Ownership.

In questo scenario, ISAAC non è solo un fornitore di tecnologia, ma un partner che abilita infrastrutture intelligenti, portando i principi dell’ingegneria strutturale nel cuore della cultura della smart city. I suoi sistemi rappresentano un ponte tra mondo fisico e digitale, tra sicurezza e sostenibilità, tra risposta immediata e prevenzione.

Con questa visione, ISAAC contribuisce a rendere le città esistenti più resilienti, proteggendo e valorizzando il patrimonio costruito, riducendo l’impatto ambientale degli interventi e generando dati strategici per l’intera filiera urbana.


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