Home BlogAttualità Quali soluzioni per far ripartire l’edilizia nel Mezzogiorno? Il dibattito del CNI

Quali soluzioni per far ripartire l’edilizia nel Mezzogiorno? Il dibattito del CNI

A margine dell’evento del CNI, un report importante con proposte tecniche ed amministrative per rilanciare l’economia edilizia al Sud.

di Redazione
edilizia mezzogiorno

L’evento “Linea Sud: infrastrutture e ingegneria per la crescita” dello scorso 23-24 novembre 2018 a Roma, è stato l’occasione per parlare dell’edilizia del Mezzogiorno e di proposte utili per una ripresa economica. Gli Ordini degli Ingegneri delle regioni del Sud Italia ed il Consiglio Nazionale degli Ingegneri intendono contribuire alla riflessione sul ruolo che le infrastrutture, materiali e immateriali, possono avere nelle dinamiche di sviluppo e di crescita nel Mezzogiorno.

Ripartire dalle opere pubbliche non completate

Molto si è discusso, negli anni passati, sui ritardi di sviluppo del Sud e sulle cause del gap economico e infrastrutturale rispetto al Centro-Nord. Gli ingegneri, pur non sottovalutando errori e mancanze del passato, ritengono tuttavia che sia giunto il momento di riflettere su ciò che è possibile fare per rendere più accessibile, attrattivo e moderno il Mezzogiorno, anche attraverso migliori infrastrutture, utilizzando le risorse esistenti, cercando di operare nel segno della concretezza. Si ritiene utile pertanto sfrondare il dibattito da visioni preconcette, nella consapevolezza che il rilancio delle regioni meridionali può passare non solo da grandi opere che, pur utili, sono spesso di difficile realizzazione, ma anche da opere di minori dimensioni, maggiormente calate nel contesto dei singoli territori, capaci di legare e valorizzare le molte aree di pregio di cui il Mezzogiorno dispone e di rendere finalmente più accessibili le reti di collegamento ed i nodi sulle reti oggi esistenti. Il documento si focalizza su una serie di dati diversi per cercare di definire, seppure in modo sintetico, il quadro di partenza e le criticità in atto in vaste aree del Sud, anche con l’intento, però, di stimolare il dibattito su possibili soluzioni per superare le inefficienze e dare avvio ad un modello di crescita equilibrato, sostenibile e rispettoso delle aspettative di tutti.

Le responsabilità della PA

Un dato rilevante su cui riflettere e attraverso cui capire molti aspetti legati al tema strategico delle infrastrutture è quello della spesa e delle risorse disponibili per investimenti in conto capitale nelle regioni meridionali. Tra il 2008 ed il 2016, la spesa della PA per opere pubbliche nel Mezzogiorno ha registrato una flessione del 27%, passando dai già esigui 7,6 miliardi di euro a 5,5 miliardi. E’ un “tonfo” enorme che spiega molte cose, ma non tutte. Nella crisi delle opere pubbliche del Mezzogiorno, infatti, non ha giocato solo un taglio accentuato della spesa, ma anche la difficoltà, il disorientamento e, forse, una certa incapacità delle Amministrazioni Pubbliche nell’utilizzo delle risorse disponibili.
Se è vero infatti, come si mostra nelle pagine che seguono, che la spesa per opere pubbliche si è ridotta, gran parte
delle risorse comunitarie, disponibili anche per le infrastrutture, oggi non sono pienamente utilizzate o il grado di utilizzo è sottoposto a forti ritardi.
Prendere coscienza di questi problemi significa cercare soluzioni ragionevoli, attraverso un dialogo aperto tra tutti gli
stakeholders che intervengono nelle politiche di sviluppo del Mezzogiorno.
Questa riflessione, inoltre, è anche l’occasione per ribadire la necessità che gli Ordini degli Ingegneri intensifichino l’attività di formazione degli iscritti in materia di progettazione e programmazione attraverso il ricorso ai fondi comunitari disponibili. Allo stesso modo, il sistema ordinistico deve proseguire nell’azione di proposta finalizzata alla maggiore semplificazione delle procedure amministrative e all’innalzamento dell’efficenza della PA attraverso l’affidamento ai liberi professionisti di atti di natura pubblica, all’insegna del principio di sussidiarietà sancito dalla legge (L. 81/2017). Gli ingegneri intendono prendere parte a questo dialogo, mettendo a disposizione le proprie esperienze, le proprie competenze e la propria visione di sviluppo.
E’ con questo spirito, che molti Ordini e Federazioni di Ordini delle regioni meridionali hanno individuato, attraverso schede sintetiche riportate alla fine di questo report, una serie di interventi di miglioramento e messa in sicurezza di infrastrutture diverse capaci, innanzi tutto, di legare e rendere più accessibile il Mezzogiorno. E’ solo un primo passo per definire un quadro di interventi improntato alla concretezza ed al presente, perché lo sviluppo più che pensato va creato a partire da oggi.

Scarica il dossier completo del CNI.

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