Lo Strutturista

Torre Fara, da ecomostro a Grand Hotel

EcoMostri: cattedrali nel deserto e deturpazioni di vario genere e natura

05 Aprile 2025
Redazione calcolostrutturale.com
La redazione di calcolostrutturale.com è composta da ingegneri edili, copy strategist ed esperti di marketing e comunicazione.

Icona della città di Chiavari, la torre, eretta nel 1935 e inaugurata tre anni dopo su commissione del Partito Nazionale Fascista in memoria del Generale Gustavo Fava, rappresenta un chiarissimo esempio di architettura razionalista italiana. Progettata dall’ingegnere Camillo Nardi Greco e dall’architetto Lorenzo Castello, la struttura, nata come luogo di soggiorno balneare per l’infanzia, era in grado di ospitare per la vacanza al mare sul Golfo del Tigullio 400 bambini. Si tratta di un edificio alto 49 metri composto da un ampio basamento alto due piani su cui si erge una torre di dieci piani.

Dopo la sua breve esperienza come colonia, nel 1940, a causa dell'ingresso dell'Italia nella Seconda Guerra Mondiale, l'edificio fu convertito in ospedale militare e sede temporanea dell'esercito tedesco durante l'occupazione. Successivamente, fu utilizzato come centro di accoglienza per i profughi istriani, quindi trasformato in albergo e successivamente adibito a scuola elementare. Tuttavia, nonostante la meravigliosa vista, negli anni Ottanta l’edificio fu definitivamente abbandonato diventando un simbolo di degrado urbano e aggiungendosi alla lista dei più noti "ecomostri" italiani.

A seguito di una serie di aste fallite, nel 2013 il complesso venne venduto a un gruppo di imprenditori della Fara srl e vide così iniziare la propria rinascita. Il progetto prevedeva la realizzazione di un hotel a 4 stelle (Grand Hotel Torre Fara) con 35 camere, un ristorante, un bar, una SPA, cabine mare interrate, un parco verde di circa 6000 m², 18 appartamenti, (con un massimo di 2 per piano, come richiesto dalla Soprintendenza), la passeggiata a mare (larga 8 metri), un collegamento a ponente verso via Preli e oltre 50 parcheggi interrati.

A causa dei numerosi anni di abbandono la struttura necessitava di importanti interventi di recupero. Trattandosi di un bene appartenente al patrimonio culturale, le tecniche di intervento sono state selezionate con la massima attenzione per garantire il minimo impatto possibile sulla conservazione dell'edificio, in accordo con la Soprintendenza ai Beni Architettonici. Se è stata apportata un'innovazione nell'utilizzo degli spazi interni, il rifacimento delle facciate è quindi avvenuto mediante l’impiego di materiali quanto più fedeli all’originale al fine di preservare le pregevoli caratteristiche monumentali.

Gli interventi hanno anche riguardato il tema della sostenibilità ambientale. È stato installato un impianto geotermico in grado di rendere la torre completamente indipendente dai combustibili fossili, e un sistema di isolamento che non compromette l'aspetto esterno dell'edificio, consentendogli di raggiungere la classe energetica A.

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