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Calcestruzzo sostenibile – Dal Green Deal per un materiale sempre più rivolto all’ambiente

Approfondimento tecnico sulla produzione futura del calcestruzzo in Italia ed Europa a cura dell’ing. Grazia Bertagnoli.

di Redazione
calcestruzzo sostenibile

Con la proclamazione a dicembre del “Green Deal”, la nuova Commissione Europea guidata dalla Von der Leyen ha delineato una netta strategia per i prossimi 5 anni, interamente volta all’ambiente. Il “patto verde” mira infatti alla riduzione delle emissioni del 50% entro il 2030 ed alla completa eliminazione entro il 2050 (neutralità climatica). Un progetto assai ambizioso che necessita un impegno trasversale.

A tal proposito come si inserisce l’industria del calcestruzzo in questa “rivoluzione verde”? Cosa è stato fatto a favore di un materiale che ancora oggi resta il protagonista del settore delle costruzioni? Quale sarà lo scenario futuro entro il quale tenderà la produzione di calcestruzzo in Italia e in Europa?

Il calcestruzzo sostenibile: gli sviluppi

Partendo dal materiale calcestruzzo e dalle sue componenti, è necessario

“comprendere come le nuove sfide del mondo delle costruzioni riguardano la riduzione dell’uso di materie prime, la diminuzione dei consumi di energia ed acqua, la riduzione dell’impatto ambientale e sociale nelle attività di cantiere.”

“Future concrete – Carmen Andriani”

È sempre più imprescindibile l’impiego di una percentuale di aggregati riciclati, richiesta anche nei nuovi Criteri Minimi Ambientali per l’edilizia, per nuove generazioni di calcestruzzi green. La percentuale di aggregati riciclati impiegati, varierà molto a seconda del tipo di calcestruzzo, partendo da un 50% per calcestruzzi leggeri e di riempimento, a un massimo del 5% per calcestruzzi strutturali.

L’impiego di aggregati riciclati ha un notevole impatto ambientale grazie alla riduzione di materiale di scarto destinato alla discarica e all’impiego di materiale vergine da cava. Gli aggregati riciclati derivano dalla demolizione di edifici (macerie), dalla demolizione del solo calcestruzzo e calcestruzzo armato, dal riutilizzo di calcestruzzo interno negli stabilimenti di prefabbricazione.

L’introduzione di materie prime meno “nobili” è possibile oggi anche grazie alla nascita di additivi per il calcestruzzo di nuova generazione che hanno completamente rivoluzionato il modo di produrre il calcestruzzo.

L’utilizzo di additivi

Oltre a compensare le mancanze dovute allimpiego di aggregati riciclati (come ad esempio la mancanza di particolato fine), gli additivi oggi rappresentano una valida soluzione per un calcestruzzo verde, trasformando un materiale tradizionale in uno sempre più sofisticato e dalle alte prestazioni, inimmaginabili fino a qualche anno fa. L’impiego di additivi ci consente oggi una:

  • Riduzione di emissioni CO2
  • Riduzione di rapporto a/c mantenendo le caratteristiche invariate (l’aggiunta del 1% di additivi superfluidificanti corrisponde a una riduzione del 20% di acqua).
  • Meno consumo di energia in fase di miscelazione
  • Incremento della qualità del calcestruzzo, delle prestazioni e della durabilità
  • Impego di materie primarie alternative.
  •  

La richiesta continua di riduzione di impatto ambientale, rende l’impiego di additivi per calcestruzzo sempre più fondamentale nei mix design del futuro, soprattutto additivi certificati con dichiarazioni ambientali di prodotto “EPDs”.

Le Environmental Product Declarations sono la base di ogni Analisi del Ciclo di vita “LCA” di nuove strutture e rappresentano strumenti importanti per gli utilizzatori, per avere informazioni chiave sull’impatto ambientale dei materiali usati. Il mercato delle EPDs sta prendendo piede negli ultimi anni, specialmente nei paesi del Nord Europa. EPDs per additivi e cemento sono fornite dai maggiori produttori. Pochi invece sono i produttori di cls che accompagnano oggi il prodotto con certificazione EPD, anche se in continuo aumento.

Ultimamente si sta sempre di più collegando informazioni ambientali di prodotto a piattaforme e strumenti di progettazione. La digitalizzazione oggi può influire positivamente sull’edilizia sostenibile. L’utilizzo di piattaforme digitali e in particolare del BIM consente di trasferire le informazioni sulle prestazioni ambientali di prodotto direttamente agli strumenti che le rendono applicabili.

È in questa prospettiva che il settore del calcestruzzo oggi si deve muovere. Molti progetti sono già finanziati nell’ambito del programma europeo Horizon 2020. Molti altri sono in divenire.

Dalla cupola del Pantheon, al Burj Khalifa, il calcestruzzo è rimasto il principale materiale per la costruzione. Trasportarlo nell’edilizia del futuro vorrà dire sviluppare un materiale sempre più verde, sofisticato, in grado di ottenere altissime prestazioni con materiali riciclati, nel rispetto dell’economia circolare.


Grazia Bertagnoli Grazia Bertagnoli è un ingegnere civile, dal 2014 al 2016 tecnico di laboratorio e responsabile controllo qualità  presso Sitalfa S.p.A Torino. Dal 2016 ad oggi gestisce la Federazione Europea per gli Additivi per il Calcestruzzo EFCA e Comitati di lavoro per l’Organizzazione Europea del Calcestruzzo Preconfezionato ERMCO. Membro del CEN TC104 Comitato Europeo di Normazione per il Calcestruzzo e relativi prodotti.

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