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Come effettuare il calcolo e la verifica di un’apertura vano in una parete portante?

Video lezione dell’ing. Marco De Pisapia riguardo il calcolo e la verifica di un’apertura vano in una parete portante e relativo telaio di cerchiatura.

di Redazione
apertura vano

Gli interventi sulle strutture esistenti si classificano in tre categorie: interventi di adeguamento, di miglioramento e interventi locali. A quest’ultima categoria appartiene l’intervento di apertura vano all’interno di pareti portanti in muratura, che si rende necessario in caso di modifica della distribuzione degli ambienti interni, in fase di ristrutturazione o variazione di destinazione d’uso di un edificio esistente.

Come stabilito dalle Norme Tecniche delle Costruzioni 2018 (NTC 2018), la realizzazione di aperture può definirsi “intervento locale”, se non altera significativamente il comportamento globale della costruzione, cioè se non modifichi significativamente rigidezza, resistenza alle azioni orizzontali e capacità di deformazione della struttura.

Generalmente, qualora a valle dell’intervento, la variazione di rigidezza, resistenza e capacità di deformazione sia inferiore al 10-15%, non è necessario prevedere adeguamento della struttura.

Apertura vano: le prescrizioni della Circolare

La Circolare applicativa alle Norme Tecniche delle Costruzioni 2018, al paragrafo C.8.4.1. specifica, infatti, che “per questa categoria di intervento non è richiesta la valutazione della sicurezza globale dell’opera ma, nel caso di rafforzamento locale finalizzato al miglioramento del funzionamento di elementi strutturali o alla limitazione di meccanismi di collasso, è richiesta la valutazione della variazione del livello locale di sicurezza.”

In questo video, a cura dell’Ing. Marco De Pisapia, è proposto un metodo per il progetto e la verifica di un’apertura vano in una parete in muratura, indicando: i limiti geometrici sulle distanze dagli spigoli del fabbricato; la modellazione del comportamento della struttura; funzione del grado di vincolo che offrono le fasce di piano nei confronti dei maschi murari; le tipologie di rottura da considerare nella valutazione delle sicurezza e gli eventuali interventi volti a garantire che la variazione di rigidezza e resistenza sia contenuta nei limiti del 15%.

Per maggiori informazioni o per ulteriori risorse visita la nostra sezione video oppure il blog dell’Ing. Marco De Pisapia.

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