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Il museo delle arti di Denver: un esempio di architettura urbana

L’edificio Hamilton ospita la collezione d’arte moderna e contemporanea del museo, nonché la collezione di Architettura e Design e di arte oceanica, un auditorium di 280 posti e un’area di archiviazione degli oggetti artistici.

8 Novembre 2023
Redazione calcolostrutturale.com
La redazione di calcolostrutturale.com è composta da ingegneri edili, copy strategist ed esperti di marketing e comunicazione.

L’edifico Hamilton, è un’espansione e del museo delle arti di Denver nato originariamente dalla mente dell’architetto italiano Gio Ponti. Il nuovo ampliamento nasce dalla collaborazione tra lo Studio Daniel Libeskind e Davis Partnership di Denver. Dalla sua apertura, il nuovo edificio è diventato un importante punto di riferimento culturale per Denver , attirando migliaia di visitatori nel complesso museale.

Attualmente l’edificio ospita la collezione d’arte moderna e contemporanea del museo, nonché la collezione di Architettura e Design e di arte oceanica, un auditorium di 280 posti e un’area di archiviazione degli oggetti artistici.

Con la sua complessa forma geometrica l’edificio mira a imitare il paesaggio urbano e naturale circostante, in particolare le Montagne Rocciose. La struttura angolare è costituita da 20 piani inclinati, nessuno dei quali è parallelo o perpendicolare ad un altro. Uno scheletro complesso di oltre 2.700 tonnellate di acciaio era richiesto come struttura portante per questo disegno geometrico irregolare. L’assemblaggio del telaio in acciaio è stato terminato in 13 mesi.

Il nuovo edificio non è basato su un’idea stilistica o su concetti di forme precostituite, soprattutto per quanto riguarda l’esterno, dal momento che l’architettura non può separare l’interno dall’esterno o essere caratterizzata solo da una bella facciata dietro la quale si nasconde uno spazio o un’esperienza normale, banale. Questo edificio è un’architettura che presenta una connessione organica con il suo stesso pubblico, garantendo esperienze non solo spaziali ma anche emotive.

 I materiali utilizzati per l’edificio e la piazza saranno strettamente legati al contesto esistente (per esempio, sarà utilizzata pietra locale), ma saranno utilizzati anche altri materiali innovativi e nuovi (come il titanio), che insieme formano spazi che connettono la tradizione di Denver con la città del 21° secolo.

L’articolo è tratto dal numero 14 de Lo Strutturista, nello specifico dalla rubrica Mondo Ingegneria a cura della redazione.

FONTI: https://constructalia.arcelormittal.com/it/casi-studio/usa/museo-di-arte-di-denver

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