Home BlogLo Strutturista Dimensionamento di cerchiature per nuovi vani porte o finestre in murature portanti

Dimensionamento di cerchiature per nuovi vani porte o finestre in murature portanti

L’ing. Claudio Ciavattini illustra la procedura per progettare e realizzare l’apertura di nuova vani in strutture di muratura portante.

di Redazione
nuovi vani

La realizzazione di nuovi vani porta o finestra (o la modifica di quelli esistenti) in murature portan­ti di edifici esistenti è un intervento quasi sempre presente nei progetti più ampi di ristrutturazione con adeguamento funzionale di edifici esistenti. Le mutate esigenze della committenza infatti sollecitano il tecnico nella ricerca di nuove soluzioni distributive in modo da soddisfare le richieste espresse.

Dal punto di vista normativo, la tipologia d’intervento da prendere in considerazione nel caso dell’apertura di nuo­vi vani in pareti portanti (o la modifica di quelli esistenti) è certamente quella della “riparazione o intervento locale”.

Secondo il punto 8.4.1 delle NTC: “Gli interventi di questo tipo riguarderanno singole parti e/o elementi della struttu­ra. Essi non debbono cambiare significativamente il com­portamento globale della costruzione…  Il progetto e la valutazione della sicurezza potranno esse­re riferiti alle sole parti e/o elementi interessati…”

Inoltre, al punto C8.4.1 della Circolare applicativa n. 7/ CSLLPP dell’11 febbraio 2019 si legge: “Infine, la modifica di una parte limitata della struttura (ad es. l’apertura di un vano in una parete, accompagnata da opportuni rinforzi) può rientrare in questa categoria, a condizione che si dimostri che l’insieme degli interventi non modifichi significativamente rigidezza, resistenza nei confronti delle azioni orizzontali e capacità di deformazio­ne della struttura.”.

Occorre pertanto dimostrare che l’intervento non pro­duca variazioni “significative” di rigidezza, resistenza e deformabilità.

L’entità numerica della variazione “significativa” non è contenuta nelle norme, ma deve essere ricercata altrove, ad esempio con il documento del 28 settembre 2009 (e s.m.i.) predisposto dall’Ufficio del Genio Civile Area Va­sta (FI-PO-PT-AR) dal titolo “Orientamenti interpretativi in merito a interventi locali o di riparazione in edifici esi­stenti” la Regione Toscana si è pronunciata circa l’entità del termine “significativamente” quantificandolo in una percentuale di ±15% rispetto alla rigidezza iniziale; cioè, si accetta anche che la rigidezza finale possa essere in­feriore rispetto a quella iniziale al massimo del 15%.  

Le variazioni di rigidezza (K), resistenza (V) e deformabi­lità (δ) dovute alla realizzazione (o modifica) di un varco in una parete, si calcolano come differenza tra i corri­spondenti valori di tali caratteristiche nello stato iniziale e in quello modificato. […]

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Claudio CiavattiniClaudio Ciavattini è un Ingegnere Civile Edile, libero professionista, Dottore di Ricerca in Ingegneria Edile presso il Politecnico di Torino e Università di Pisa, dove ha svolto attività di ricerca e supporto alla didattica per le cattedre di Architettura Tecnica e Recupero e Conservazione degli Edifici.


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