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Software di calcolo strutturale: il supporto necessario per il progettista 2.0

I tempi di consegna ridotti, burocrazia, concorrenza spietata sono alcune delle motivazioni che hanno consentito il passaggio dal buon tecnigrafo ai software.

di Redazione
Software di calcolo strutturale

La libera professione, al giorno d’oggi, è quanto di più complicato possa esistere per il tecnico. La richiesta di ottimizzazione dei tempi da parte degli organi di controllo e amministrativi, la concorrenza spietata esistente tra ingegneri, architetti, geometri, super geometri, geologi (e chi più ne ha più ne metta) rendono difficile esercitare un discreto progetto in tempi accettabili e secondo la buona regola dell’arte. Chi viene in soccorso  tutto ciò? La risposta è presto pronta: le software house.

Quali sono i problemi dei professionisti?

Le scartoffie chieste al progettista di oggi sono infinite: si passa dalle necessarie relazioni di calcolo e tavole esecutive, al piano di manutenzione di strutture e impianti, fascicolo del fabbricato, piani di sicurezza, fascicolo dei calcoli, relazioni geologiche etc. Molti software hanno semplificato il tutto con pochi click e proprio questo ha portato a sminuire il lavoro dei tecnici italiani che magari, data la potenza e la rapidità del programma, “svendono” il proprio lavoro creando una concorrenza a dir poco sleale. Certo i vantaggi sono notevoli rispetto alla china e alle squadrette: un programma di calcolo consente l’interazione in tempo reale, apportare modifiche in tempi rapidissimi ottimizzando il lavoro e consentendo di interagire con ogni singolo particolare in “live”, impaginano e creano tavole definitive cantierabili, supportano il progettista nelle scelte e correggono gli errori di modellazione e analisi, sono aggiornati alle più recenti normative in materia (NTC 2018) e con la tecnologia BIM offrono anche interoperabilità ed efficienza senza paragoni. Ovviamente i risultati di questa evoluzione (siamo sicuri che sia tale?), hanno portato a polemiche in merito all’equo compenso, in quanto, molti professionisti pur di vedersi assegnato il lavoro, fanno la guerra al massimo ribasso o a problematiche note come la non editabilità delle impostazioni di calcolo del software che “sfornano” risultati pronti senza possibilità di interagire o quanto meno capire.

Ma il buon vecchio tecnico che passava le notti insonni a disegnare con il tecnigrafo (o più di recente al CAD), a preparare gli esecutivi, a scrivere le relazioni dove è finito? Beh, ormai queste figure sono in via di estinzione, se non “mitologiche”. Il progettista dei giorni nostri (e noi aggiungeremmo purtroppo), oltre a padroneggiare la materia, deve essere un esperto di informatica e non più un abile disegnatore.

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