Lo Strutturista

Il ruolo della diagnostica per un cantiere di conoscenza

Un corretto processo di indagine sugli edifici storici — basato su rilievo critico, conoscenza materica e diagnostica strutturale — è indispensabile per definire modelli affidabili e parametri coerenti. La conoscenza diventa così il presupposto per valutare la sicurezza ed evitare interventi eccessivi o inefficaci.

26 Gennaio 2026
Redazione calcolostrutturale.com
La redazione di calcolostrutturale.com è composta da ingegneri edili, copy strategist ed esperti di marketing e comunicazione.

La progettazione del recupero strutturale inizia dalla comprensione e conoscenza dell’edificio storico, quale fase imprescindibile per convenire ad una appropriata scelta di intervento. Il percorso di indagine richiede esso stesso una progettazione ad hoc di fronte alla varietà delle strutture storiche e delle tecniche diagnostiche. Senza la conoscenza delle peculiarità materiche e costruttive dell’edificio storico, risulterebbe difficile raggiungere la (non sempre semplice) comprensione del suo funzionamento statico, caratterizzato spesso da unicità costruttive e da vulnerabilità non visibili, e di conseguenza valutare in modo corretto la sicurezza strutturale dell’intervento.

La Circolare MiC DG ABAP del 17 novembre 2022 n. 48, relativa alle indicazioni operative per gli interventi di restauro e ricostruzione degli edifici di interesse culturale «[…] raccomanda, di fatto, un profondo studio preliminare, basato su un accurato rilievo e sulla sua interpretazione scientifica e storico-critica, volto ad un’approfondita conoscenza del manufatto, alla ricerca delle cause e dei meccanismi di danno, che porti a commisurare gli interventi rispetto a quanto risulti realmente necessario. Sarà indispensabile, a questo scopo, una particolare preparazione e attenzione da parte dei progettisti incaricati, architetti e ingegneri, nel saper comprendere la natura delle murature storiche, dei dettagli costruttivi e degli altri elementi costruttivi, come volte ed archi, ed il loro comportamento».

Figura 1 Analisi termografica per la valutazione della tessitura muraria propedeutica al progetto di miglioramento sismico del Santuario di Santa Maria delle Grazie a Varoni – Amatrice (RI) danneggiato dal terremoto Centro Italia 2016

Figura 2 Chiesa di Sant’Agostino ad Amatrice (RI). Analisi dei quadri fessurativi già presenti in facciata, desumibili da vecchie cartoline, a seguito di precedenti terremoti dei primi anni del XX secolo (soprattutto terremoto della Marsica), e del rinnovamento della facciata con l’inserimento della vela. Confronto col quadro fessurativo e danneggiamento subito dalla forte scossa sismica del 24 agosto 2016, con evidente vulnerabilità sismica della vela interamente crollata e della riapertura in facciata di un quadro fessurativo, già presente un secolo fa, e non efficacemente cucito nei lavori di rinforzo dopo il precedente terremoto del 1979.

Un edificio storico deve essere infatti concepito «come il risultato di un esperimento al vero durato anni o secoli», per la cui interpretazione «è necessario conoscere come l’edificio era al momento della costruzione, quali traumi ha subito nel tempo, quali modifiche e, infine, come si presenta al termine della prova».

Considerata la difficoltà a definire livelli di sicurezza adatti all’edilizia monumentale, dovrà essere promossa per quanto possibile «la conoscenza dettagliata di ogni particolare costruttivo, la conoscenza della storia e l’identificazione dei meccanismi di dissesto [come] gli strumenti indispensabili che un edificio ci fornisce per il suo consolidamento».

La successione realizzativa delle diverse porzioni di fabbrica, con le sue discontinuità edificatorie, sarà la prima chiave di lettura del comportamento strutturale, anche attraverso la lettura dei danni di terremoti passati sulla medesima struttura che facciano comprendere al progettista le criticità su cui lavorare. 

Investire tempo e risorse economiche nell’analisi delle diverse fasi edificatorie, nella ricerca in archivio degli originali progetti o dei più recenti interventi di manutenzione, nel rilievo geometrico e strutturale, nella diagnostica sui materiali e sulle strutture, si tradurrà in un percorso virtuoso capace di arricchire la consapevolezza e la sensibilità del progettista di fronte al particolare caso studio dell’edilizia monumentale. Inoltre rappresenterà un risparmio economico identificando gli interventi strutturali strettamente necessari da intraprendere, senza correre il rischio di sottostimarne o sovrastimarne l’entità, e di conseguenza l’efficacia o l’invasività sul bene monumentale.

Le stesse NTC 2018 al par. 8.2 ci ricordano inoltre che ogni costruzione esistente:

- «riflette lo stato delle conoscenze al tempo della sua realizzazione;

- in essa possono essere insiti, ma non palesi, difetti di impostazione e di realizzazione;

- essa può essere stata soggetta ad azioni, anche eccezionali, i cui effetti non siano completamente manifesti;

- le sue strutture possono presentare degrado e/o modifiche significative, rispetto alla situazione originaria».

Di fronte all’incertezza e alla varietà costruttiva che caratterizza l’edificio storico nella sua unicità, soltanto i risultati delle indagini diagnostiche consentiranno al progettista di individuare i parametri di calcolo appropriati e aderenti sia allo specifico caso studio sia al livello di vulnerabilità e danneggiamento rilevati. Ciò favorirà la corretta definizione del modello strutturale e del comportamento dinamico dell’edificio, l’attendibilità delle verifiche di sicurezza e delle scelte progettuali, nell’ottica del minimo e necessario intervento “confezionato su misura”.


Figura 3 Diagramma costo intervento – approfondimento livello di conoscenza

Il ricorso alle tecniche di indagine non si limiterà alla sola fase preliminare, poichè alcune tecnologie potranno essere riutilizzate sia durante l’esecuzione dei lavori per confermare scelte progettuali, sia alla loro conclusione per attestarne una sorta di collaudo.

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