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ANAC: si dimette il Presidente Raffaele Cantone

Con un comunicato stampa pubblicato sul sito dell’ANAC, Raffaele Cantone annuncia le sue dimissioni e dichiara: “ciclo definitivamente concluso”.

24 Luglio 2019
Raffaele Cantone
Redazione calcolostrutturale.com
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A cinque anni di distanza dalla sua elezione a Presidente dell’Autorità Nazionale Anti-Corruzione (ANAC) avvenuta il 27 marzo 2014, il magistrato Raffaele Cantone si dimette. In una lettera pubblicata sul sito dell’agenzia, ha dichiarato concluso il suo ciclo a causa di un “diverso approccio culturale nei confronti dell’Anac e del suo ruolo“. Le ultime vicende che hanno investito il Csm hanno comportato una dilazione dei tempi tale da rendere non più procrastinabile la decisione.

Una decisione sofferta, ma sono stati compiuti grandi passi avanti

Nel comunicato Raffaele Cantone ha dichiarato:

“La mia è una decisione meditata e sofferta. Sono grato dell’eccezionale occasione che mi è stata concessa ma credo sia giusto rientrare in ruolo in un momento così difficile per la vita della magistratura. Assistere a quanto sta accadendo senza poter partecipare concretamente al dibattito interno mi appare una insopportabile limitazione, simile a quella di un giocatore costretto ad assistere dagli spalti a un incontro decisivo: la mia indole mi impedisce di restare uno spettatore passivo, ancorché partecipe. Lascio la presidenza dell’Anac con la consapevolezza che dal 2014 il nostro Paese ha compiuto grandi passi avanti nel campo della prevenzione della corruzione, tanto da essere divenuta un modello di riferimento all’estero. La stessa Autorità nazionale anticorruzione, istituita sull’onda di scandali ed emergenze, rappresenta oggi un patrimonio del Paese. Sono circostanze che dovrebbero rappresentare motivo di orgoglio per l’Italia, invece sono spesso poco riconosciute come meriterebbero”.

La lotta alla corruzione è tutt’altro che debellata

“Naturalmente la corruzione è tutt’altro che debellata – ha continuato – ma sarebbe ingeneroso non prendere atto dei progressi, evidenziati anche dagli innumerevoli e nient’affatto scontati riconoscimenti ricevuti in questi anni dalle organizzazioni internazionali (Commissione europea, Consiglio d’Europa, Ocse, Osce, Fondo monetario) e dal significativo miglioramento nelle classifiche di settore.

Le dimissioni passeranno ora al vaglio del Consiglio Superiore della Magistratura e del prossimo plenum, previsto per settembre.

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