Home BlogProgettazione L’arco rampante della Cattedrale di Notre-Dame: segno distintivo dell’arte gotica

L’arco rampante della Cattedrale di Notre-Dame: segno distintivo dell’arte gotica

Evoluzione del contrafforte, è un elemento architettonico che aiuta a scaricare i carichi provenienti dalla parte alta di una struttura.

di Redazione

La cattedrale di Notre-Dame a Parigi, colpita da un vasto incendio nel pomeriggio del 15 Aprile, fu costruita tra il 1163 e il 1250, ed è stata una delle prime grandi chiese gotiche realizzate. Di conseguenza, divenne come riferimento per numerose costruzioni basate sullo stile architettonico.

Essa si presenta con una pianta a croce latina ma un suo elemento architettonico peculiare sono gli archi rampanti che, secondo alcuni, qui sperimentati per la prima volta. Altre fonti, invece, riportano che gli stessi sarebbero stati utilizzati per la prima volta nella chiesa abbaziale di Saint-Germain-des-Prés, poco distante da Notre-Dame.

arco rampante Notre Dame

Fig.1: gli archi rampanti della Cattedrale di Notre-Dame

L’arco rampante è un elemento architettonico asimmetrico (per tale motivo detto anche ”zoppo” o “a collo di cigno“) utilizzato per contenere e scaricare al suolo e verso l’esterno le spinte laterali provenienti delle parti superiori dell’edificio; a tal fine i piani di imposta su ciascun piedritto sono posti a livelli differenti, frequentemente con un notevole dislivello, tanto da assomigliare talvolta a un semiarco. L’arco rampante controbilancia le spinte laterali di un’altra struttura spingente, che potrebbe essere un arco o una volta, frazionando gradualmente le spinte orizzontali fino ad annullarle. Si favorisce così l’elevazione dell’edificio contenendo l’energia di spinta, e permette in tal modo alla costruzione di innalzarsi in uno slancio verticale altrimenti impossibile da realizzare in un edificio semplice in muratura. L’arco rampante apparve per la prima volta come evoluzione del contrafforte con apertura passante. Successivamente l’arco rampante partecipò prepotentemente alla definizione estetico formale dell’architettura gotica, contribuendo alla smaterializzazione e riverberazione spaziale dell’edificio, con valenze simboliche oltre che strutturali. La nuova immagine estetica che ne risulta, dedicata dalla ricerca di puntare tutto sulla struttura portante, riducendo l’intera struttura al suo scheletro progettuale, divenne profondamente diversa dalla solida architettura romanica che l’aveva preceduta.

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