Lo Strutturista

Miglioramento sismico e restauro di un borgo medievale: il castello di Postignano

Analisi tecnica a cura degli ingg. Federico e Stefano Mazzolani

20 Aprile 2022
Stefano Mazzolani, Prof. Ing. Federico Mazzolani

Lasciata la strada statale da Terni in direzione Valnerina, dopo Sant’Anatolia di Narco, si percorre una strada molto tortuosa in direzione Sellano ed a un certo punto appare davanti agli occhi del viaggiatore una magica visione che sembra uscita da una favola: il Castello di Postignano (Figura 1).

Castello di Postignano

Questa immagine è simile che compare in copertina del libro dal titolo «Italian hilltowns» (Figura 2), che si può tradurre «città italiane in collina», ma che più propriamente si riferisce ai vari borghi che costellano le falde dell’Appennino.

copertina del libro dal titolo «Italian hilltowns

Il progetto del restauro strutturale delle 14 unità immobiliari (UMI) del borgo è stato ripetuto due volte, prima e dopo il terremoto del 1997. Come già accennato, la ragione di questa duplicazione è stata determinata dal cambio della normativa sismica della Regione Umbria, che, dopo il terremoto di quell’anno, divenne molto più severa rispetto alla precedente.
Il problema che si è dovuto affrontare è stato quello di adeguare sismicamente tutte le unità immobiliari, considerando una riduzione al 65% dell’azione sismica prevista dalla vigente normativa nazionale; questo sconto veniva consentito in considerazione del fatto che si trattava di un bene storico protetto dalla Soprintendenza. Allo scopo si è utilizzato il software AEDES, che sviluppa programmi di analisi strutturale per edifici esistenti, nell’ambito del quale il programma PCM riguarda gli edifici in muratura. [...]

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Professore emerito di Ingegneria strutturale presso l'Università "Federico II" di Napoli; è tra i massimi esperti di costruzioni in acciaio a livello internazionale.