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Progettazione

Il ponte strallato: soluzione strutturale e architettonica moderna, efficiente e durevole

Analisi storica e tecnica a cura dell’Ing. Mario de Miranda.

14 Gennaio 2020
ponte strallato
Prof. Ing. Mario De Miranda
Ingegnere civile, progettista di ponti e strutture, partner dello Studio de Miranda Associati di Milano. È professore di progettazione strutturale presso l'Università di Venezia.

Il ponte strallato è una figura tecnica relativamente recente, seppure i primi concetti si devono a Fausto Veranzio, inventore dalmata del 1500.

E seppur nel 1800 furono realizzate, con poco successo, alcune piccole strutture strallate pedonali con impalcato in legno, i primi veri ponti strallati sono degli anni 50.
Invece, i primi ponti con sospensione a catenaria, i “ponti sospesi” ed i primi ponti a travata risalgono al 1800, ed i primi archi a circa due millenni fa.

Eppure, in questi settant’anni, il ponte strallato si è diffuso in maniera impressionante in tutto il mondo, coprendo con successo tutte le luci: dai cinquanta ai mille metri ed oltre.
Questa popolarità ha ragioni valide e semplici: principalmente efficienza statica, facilità costruttiva, felicemente affiancate da robustezza, durabilità e qualità formale.
E sono ragioni rese evidenti dai primi moderni ponti strallati, che superavano l’iniziale concezione tedesca della travata continua, di elevato spessore, supportata da appoggi elastici discreti e ben distanziati.

La nuova concezione prevedeva infatti impalcati sottili, stralli ravvicinati, diffusi, e schema statico a comportamento reticolare. Questa concezione, che oggi consente di superare i mille metri di luce, è stata introdotta alla fine degli anni 60, in occasione del concorso di idee per l’attraversamento dello Stretto di Messina, da un altro italiano: Fabrizio de Miranda.

Che poi con i ponti sul Paranà in Argentina e sullo Stretto di Rande in Spagna, ne dimostrò concretamente la fattibilità e l’efficienza.
Furono infatti progetti realizzati vincendo un appalto concorso, e quindi prevalendo su altre idee e concezioni, quali quella del ponte ad arco, o del ponte strallato con pochi tiranti in calcestruzzo precompresso.

Il ponte di Rande, progettato nel 1973, aveva ed ha una luce libera di 400 m con un impalcato alto 2.20 m.

Esaminiamo quindi queste ragioni:

  • Efficienza
    L’efficienza elevata del ponte stral­lato moderno risiede nel concetto, sopra accennato, di comportamen­to reticolare: se si dispongono gli elementi strutturali secondo una geometria reticolare, tale che l’equi­librio della struttura principale venga garantito indipendentemente dalla resistenza flessionale dei suoi ele­menti, il sistema statico risultante è composto da elementi funzionanti a trazione e compressione, utilizzando il materiale nella maniera più effica­ce ed ottimale.
    La continuità flessionale dell’impal­cato, ottenibile facilmente, è natural­mente necessaria per regolarizzare le deformazioni e per garantire la ridondanza di cui ai punti successivi.

  • Costruibilità
    Il secondo punto di forza del mo­derno ponte strallato, diretta conse­guenza del ravvicinato passo degli stralli, consiste nella sua facilità ese­cutiva col metodo del doppio canti­lever bilanciato. Un metodo che consente di supera­re grandi luci in sicurezza, partendo da due cantieri principali, dai quali il ponte si sviluppa rapidamente, nella sequenza fondazione, pila-antenna, conci d’impalcato e stralli, su quat­tro fronti in parallelo.
    Il metodo a sbalzo è quello classico ed è indispensabile per le grandi luci. Ma, per luci sotto i 200 m sono pos­sibili altri sistemi ed eventualmente ottimali in base alle condizioni lo­gistiche: la costruzione su appoggi provvisori o il varo longitudinale o per rotazione.

  • Robustezza e ridondanza […]

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