Home BlogAttualità Istituita una commissione ispettiva per il crollo del Ponte Morandi di Genova.

Istituita una commissione ispettiva per il crollo del Ponte Morandi di Genova.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha istituito una task foce di cui fa parte anche il prof. Brencich che nel luglio 2016 aveva evidenziato criticità sul viadotto di Genova.

di Redazione
Ponte Morandi

Con decreto del 14 agosto 2018, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha istituito una Commissione ispettiva per svolgere verifiche e analisi tecniche sul crollo all’altezza del Comune di Genova del Viadotto Polcevera nel tratto dell’Autostrada A10 di collegamento con l’Autostrada A7.

Il lavoro della Commissione ispettiva è il primo atto con cui il Ministero capitanato da Toninelli (M5S) intende fare luce sull’accaduto. Le risultanze del lavoro svolto dalla Commissione entreranno nella valutazione per la procedura di un’eventuale revoca della concessione.

La commissione ispettiva è già operativa e domani effettuerà le prime operazioni nel capoluogo ligure, al fine di verificare cause e circostanze del cedimento. Entro 30 giorni dovrà fornire al Ministro una dettagliata relazione sui fatti accertati.

La commissione ispettiva è composta da:

Arch. Roberto Ferrazza

provveditore alle opere pubbliche per il Piemonte, Liguria e Val d’Aosta, con funzioni di Presidente;

Prof. Ivo Vanzi

Componente esperto del Consiglio superiore dei lavori pubblici

Prof. Antonio Brencich

Professore associato dell’Università degli studi di Genova;

Ing.  Gianluca Ievolella

Consigliere di supporto al Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici;

Michele Franzese e Bruno Santoro

Dirigenti tecnici della Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali.

Proprio il prof. Antonio Brencich nel luglio del 2016, in un’intervista rilasciata all’emittente Primocanale, aveva detto: «Quel ponte è sbagliato. Prima o poi dovrà essere sostituito. Non so quando. Ma ci sarà un momento in cui il costo della manutenzione sarà superiore a quello della sostituzione. Alla fine degli anni Novanta erano già oltre l’80 per cento del costo della costruzione».

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