Home BlogAttualità Ing. Vincenzo Nunziata: il crollo del Ponte Morandi tra realtà, immaginazione e bufale volanti

Ing. Vincenzo Nunziata: il crollo del Ponte Morandi tra realtà, immaginazione e bufale volanti

A seguito del video inedito della GdF di Genova sul crollo del viadotto Polcevera, l’Ing. Nunziata fornisce una propria versione sugli avvenimenti.

di Redazione

Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza di Genova ha pubblicato un video inedito riguardo il crollo del Ponte Morandi. Numerosi sono stati i commenti degli esperti sulle immagini (Autostrade, Mit con il parere dei giuristi, etc) che però non hanno chiarito le cause del crollo (sebbene le indagini siano ancora in corso). L’Ing. Vincenzo Nunziata, tramite la sua pagina Facebook, ha provato a far chiarezza sulle cause e i meccanismi di collasso che hanno generato il crollo del Ponte Morandi con un intervento dal titolo: Il crollo del Ponte Morandi tra realtà, immaginazione e bufale volanti – Le vere cause del crollo e il meccanismo di collasso.

Il pensiero dell’Ing. Nunziata

L’Ingegnere nei giorni scorso aveva confutato le ipotesi e gli schemi di rottura proposti da diversi esperti. Si riporta il testo integrale:

Non capisco il motivo per il quale è stato impiegato quasi un anno per la pubblicazione del video che CHIARISCE la dinamica del crollo e le cause!! Nel frattempo abbiamo assistito per un anno alle più svariate ipotesi sul crollo (tutte sbagliate!) da parte di “famosi” esperti, a convegni scientifici che dimostravano la dinamica del crollo attraverso l’uso di software evoluti (AEM) e dal costo esagerato, a tavole rotonde televisive e a tante tantissime bufale volanti (sempre meglio degli asini).

Ipotesi crollo del Ponte Morandi

Vogliamo ricordarne qualcuna di bufale, ma si tanto per puntualizzare che quando non si è sicuri di un fatto è meglio tacere e aspettare i risultati delle indagini, specialmente nell’ingegneria strutturale. 1^ Bufala (la più pubblicizzata): il ponte è crollato perchè si è rotto uno STRALLO (o tirante). SBAGLIATO. Lo strallo si è rotto (per pressoflessione) dopo che si è rotta la parte sommitale dell’antenna (quella ad “A”) in corrispondenza della biforcazione; 2^ Bufala: Attacco dinamitardo in corrispondenza del cavalletto di appoggio dell’impalcato. SBAGLIATO. vedi sopra. 3^ Bufala: Si è rotta la sella Gerber di appoggio della travata centrale. SBAGLIATO. vedi sopra. 4^ Bufala: Si sono spezzati i trefoli arruginiti. SBAGLIATO. Sebbene i trefoli e le armature (sovrabbondanti) siano state trovate in parte arruginite (sembra il 20%) quello che si è rotto per prima è il calcestruzzo dell’antenna, probabilmente era molto degradato…e a nulla sono valse le “pezze” incollate nel corso degli anni…….5^, 6^ bufala, ecc..
MA PERCHE E’ CROLLATO REALMENTE IL PONTE MORANDI, QUALI SONO LE CAUSE E LE RESPONSABILITA’? 

Le vere cause del crollo del Ponte Morandi ed il meccanismo di collasso

Si riporta il testo integrale pubblicato dall’Ing. Vincenzo Nunziata sulla vicenda:

PREMESSE AL CROLLO

– Il ponte è rimasto in “vita” dal 1967 al 2018 (iniziato nel 1963), quindi 51-55 anni!
– il progettista, ing. Riccardo Morandi, è stato un pioniere delle strutture in c.a. e c.a.p. Uno dei maggiori strutturisti a livello Nazionale e Internazionale che non ha nessuna colpa del crollo altrimenti la sua opera sarebbe crollata appena costruita e non dopo 55 anni! 
– L’ ammaloramento delle strutture del ponte, calcestruzzo e acciaio, era in avanzato stato, come segnalato da varie indagini e perizie nel corso degli anni!
– Dopo 40-50 anni le strutture in c.a. non protette, sottoposte agli agenti atmosferici e inquinanti (pioggia, gelo, smog) e a carichi ciclici, vanno consolidate e adeguate alle nuove condizioni non previste e non prevedibili! 

IL CROLLO E LA GOCCIA CHE FA TRABOCCARE IL VASO

– Le strutture del ponte nell’Agosto del 2018 si trovavano in un grave stato di degrado: ferri arrugginiti, caratteristiche meccaniche del calcestruzzo ridotte e gravemente carbonatato, deformate asimmetriche, sistema stralli-cavalletto-antenna in teoria “autoequilibrato” ma in realtà squilibrato con un tiro maggiore degli stralli lato viadotto in corrispondenza della pila 9 (crollata). In particolare questo squilibrio degli sforzi negli stralli dx e sx pila 9 (le cause sono da accertare ed approfondire) ha comportato la presenza di una componente orizzontale di sforzo lato viadotto, seppur di non elevato valore, sulla sella di ancoraggio degli stralli in cima all’antenna ad “A” assorbita dalla sezione scatolare dell’antenna stessa tramite sforzi flessionali e taglianti (per anni!);
– La mattina del 14 Agosto 2018, una giornata piovosa con forte raffiche di vento, passa un primo tir carico di bobine metalliche in corrispondenza della pila 9, dopo pochi secondi ne passa un altro ancora più pesante (carichi consentiti normalmente), la classica goccia che fa traboccare il vaso! L’incremento di tiro nello strallo lato viadotto che si trasferisce all’antenna e si somma a quello preesistente provoca la rottura a flessione (del calcestruzzo!) nella parte sommitale dell’antenna in corrispondenza della biforcazione (vedi foto). Come un effetto domino si rompe (ma non si trancia) a pressoflessione lo strallo a sinistra, poi lo strallo a destra e poi l’antenna, con i cavalletti, l’impalcato e le travi tampone! E si trascina con se 43 vittime! Purtroppo questa è la semplice e triste verità amici! 

LE COLPE 

Anche le colpe sono chiare, e purtroppo (a malincuore) devo dire che sono dei tecnici e delle molte commissioni pubbliche (università) e private che hanno indagato sul ponte e sul suo stato di degrado. Nessuno di questi tecnici o commissioni (pagati profumatamente) ha “scritto” chiaramente che il ponte era pericoloso per il grave stato di degrado riscontrato e quindi andava chiuso (anche parzialmente) e adeguato! Sarebbe bastato, ad uno strutturista veramente esperto (ma anche ad un maestro carpentiere), un semplice martello per rendersi conto dello stato di degrado del calcestruzzo (la reale causa del crollo), senza sofisticate indagini e modelli numerici complicati! Diceva il maestro P.L. Nervi che il martello, quello con la penna, deve essere per l’ingegnere come lo stetoscopio per un medico.

Immagine crollo
Immagine crollo 2
Immagine crollo 3

E qui finisce la storia amici, è stato fatto uno scempio di un opera d’arte (un crimine) e nessuno pagherà per questo! Morandi da lassù si starà disperando e mandando strali e maledizioni contro coloro che gli hanno ammazzato una sua creatura.

Marco De PisapiaIng. Vincenzo Nunziata laureato in Ingegneria civile, inizia la sua carriera in qualità di strutturista presso uno studio tecnico di ingegneria, collaborando al consolidamento e alla ricostruzione di numerosi edifici in muratura ed in c.a. danneggiati dal sisma in Irpinia del 1980. Dal 1989 si occupa principalmente della progettazione strutturale e direzione dei lavori di edifici in c.a. e di strutture in acciaio. Partecipa in qualità di relatore a seminari di sulla progettazione di strutture in c.a. in zona sismica ed è autore di numerose pubblicazioni.

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4 commenti

giuliano canevazzi Novembre 21, 2019 - 12:12 pm

Peccato che l’ing. Nunziata sia smentito proprio dal video che (secondo lui) “CHIARISCE la dinamica del crollo e le cause”.
Per rendersene conto è sufficiente trasformare in GIF il primo istante del collasso e quello immediatamente precedente. In questo modo è possibile individuare nel dettaglio gli SPOSTAMENTI INIZIALI (non apprezzabili altrimenti) delle varie porzioni della pila, che sono quelli che avrebbero dovuto permettere di individuare la causa del crollo: mentre le deformazioni del lato est sono verosimili, quelle del lato ovest sono INCOERENTI, e mostrano lo strallo che inizia a flettersi PRIMA che l’antenna inizi a fratturarsi.
La prossima volta che l’ing. Nunziata esprime un parere, lasci da parte il sarcasmo..

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giuliano canevazzi Novembre 22, 2019 - 11:28 am

Analizzando la sequenza GIF realizzata nel modo che ho indicato, della durata di 1 secondo e 4 decimi, si vede che i primi spostamenti sono i seguenti:
– il lato sud del traverso dell’antenna si alza leggermente, mentre la “A” dell’antenna rimane IMMOBILE, come se lo strallo sud si fosse rotto improvvisamente esattamente sulla sommità dell’antenna, in corrispondenza della sella inglobata nel traverso (ma dall’analisi del reperto “132” sappiamo che non è così),
– l’impalcato si abbassa repentinamente da entrambi i lati, sud-est e sud-ovest, come a confermare l’improvvisa rottura centrale dello strallo sud, che invece NON si è verificata,
– INSPIEGABILMENTE lo strallo sud si flette al centro del tratto ovest.
– la guaina di calcestruzzo NON si frattura da nessuna parte, nonostante l’allungamento dovuto all’allontanamento degli estremi e la deformazione di flessione, come se fosse fatta di caucciù..
Possiamo prendere per buone quelle immagini ?

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giuliano canevazzi Novembre 23, 2019 - 12:57 pm

L’unico riscontro certo che non può più essere manipolato, è il filmato della demolizione della pila 10, GEMELLA della pila 9, che si trovava nelle stesse condizioni di affaticamento.
Mentre nella pila 11 – in cui gli stralli praticamente nuovi non si sarebbero mai potuti rompere – è stata fatta collassare per prima l’antenna, per individuare le modalità di rottura (non così scontate) dell’impalcato in caso di cedimento (contemporaneo) degli stralli, nella pila 10 è stato fatto il possibile per riuscire a rompere gli stralli in diretta, troncando per primi i puntoni est del cavalletto, ma contrariamente alle attese (comprese le mie) gli stralli NON SI SONO ROTTI, sopportando indenni fino alla fine un carico più che doppio (considerate le azioni dinamiche) di quello massimo di esercizio, e inizialmente, nonostante lo sbilanciamento di un ordine di grandezza superiore a quello che può essere stato provocato dagli autoarticolati coinvolti nel crollo, non si è rotta neppure la sommità dell’antenna, che poi si è rotta ESATTAMENTE COME SULLA PILA 9, solo dopo che sono stati fatti saltare anche il puntoni ovest del cavalletto.
Anche l’impalcato ha dimostrato di essere ancora in buono stato, rompendosi in modo coerente con le sollecitazioni, e la disposizione delle macerie che ne è risultata è simile a quella della pila 9..
Adesso quel video è la Prova Regina che il Ponte Morandi era ancora perfettamente stabile, e che le ipotesi sulla causa del crollo che ruotano intorno alla (pur deprecabile) mancata manutenzione, sono infondate

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giuliano canevazzi Novembre 25, 2019 - 4:10 pm

Tornando alla sequenza GIF che ho indicato, al video della demolizione della pila 11 che l’ha ispirata, e al video della demolizione della pila 10, dopo avere acquisito i punti di rottura dell’impalcato in caso di rottura degli stralli e/o dell’antenna, mi domando perché mai si sarebbero dovuti rompere anche i puntoni del cavalletto e il tratto centrale dell’impalcato.
Suppongo che nessun collega sia in grado di rispondere

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